Mancano ormai pochi giorni al via della Confederation Cup, appuntamento calcistico che si terrà in Brasile a partire da giorno 15 giugno e che sarà un succulento antipasto del mondiale che tra un anno si terrà sempre in terra sudamericana. Otto le squadre al via che si sfideranno in due gironi all'italiana, quindi le prime due di ogni gironi giocheranno le semifinali.

A giocarsi questo trofeo, che nelle ultime due edizioni è stato vinto sempre dal Brasile (nel 2005 contro l'Argentina, nel 2009 contro gli Stati Uniti) saranno appunto i verdeoro del ct Felipe Scolari, quindi Spagna, Italia, Uruguay, Messico, Tahiti, Nigeria e Giappone. In questi giorni la nazionale di Prandelli ha lavorato sodo e, dopo aver affrontato San Marino in amichevole (facile vittoria), giocherà contro la Repubblica Ceca in un match valido per le qualificazioni mondiali. Quindi prenderà il volo per il Brasile per giocare questo torneo nel quale, inutile dirlo, Pirlo e compagni intendono fare bella figura e provare a ribaltare il pronostico, che vede Brasile e Spagna favorite.

Ma quale è l'obiettivo minimo che deve porsi l'Italia? Non ci sono dubbi: deve almeno passare la fase a gironi e conquistare la semifinale. Il sorteggio ha inserito l'Italia nel gruppo sicuramente più complicato. Perchè dovrà giocare contro il Brasile, che è la squadra sicuramente favorita per la vittoria finale, ma anche contro due formazioni che possono creare diversi grattacapi agli azzurri, seppur hanno meno qualità.

Il Giappone, ad esempio, è una nazionale in grande crescita che ha tra l'altro un allenatore italiano, Zaccheroni, che ovviamente conosce benissimo il nostro calcio e i nostri calciatori. E non bisogna sottovalutare nemmeno il Messico, squadra che non molla mai e che in avanti ha un certo Hernandez, stella del Manchester United.

L'Italia però nelle grandi competizioni sa come esaltarsi e non a caso agli Europei dello scorso anno è uscita a testa altissima, perdendo solamente in finale contro la Spagna. La Confederation Cup sarà un altro "step" del lavoro di Prandelli, che magari sogna sì di vincere in Brasile, ma non solo quest'anno. Nel 2014 ci saranno i mondiali ed è per quell'appuntamento che l'Italia sta cercando di farsi trovare pronta.