Il governo Renzi potrebbe nascere già nel week-end, all'insegna della velocità che è un po' la caratteristica principale di Matteo Renzi. Per il momento i sondaggi sul governo Renzi non sono dei più positivi - soprattutto perché pochi si attendevano che il segretario Pd diventasse premier in questo modo - ma adesso, più importante di ogni altra cosa, è capire quale sarà il programma alla base di questo governo e quali i ministri che proveranno ad attuarlo.

Il primo obiettivo del governo Renzi, stando alle indiscrezioni, sarà la semplificazione burocratica: moduli semplici per pagare le tasse tutte in una volta sola, dirigenti della macchina statale retribuiti in base al merito, non più contratti a tempo indeterminato per i nuovi assunti (in modo che si sentano sempre in dovere dare il meglio). Insomma, il futuro premier proverà a dare una svecchiata alla macchina amministrativa. Obiettivo che già in tanti hanno provato a raggiungere.

Ci sarà poi sicuramente il jobs act: il piano per il lavoro di Matteo Renzi. Contratti a tempo indeterminato ma con tutele crescenti, assegno universale per chi perde il posto di lavoro invece della cassaintegrazione, taglio dell'Irap per le imprese che assumono giovani e altro ancora. Sempre in campo economico, il governo Renzi punta a utilizzare in modo molto più efficiente gli oltre 100 miliardi di euro che tra Europea e fondi interni per lo sviluppo possono essere sfruttati.

Difficilmente invece si riuscirà a tirare avanti sul tema delle unioni civili, visto che tra i partiti che sostengono il governo Renzi c'è anche il Nuovo Centrodestra che a queste si oppone. Potrebbero fermarsi anche l'amnistia e l'indulto, dal momento che il leader Pd e prossimo primo ministro non è mai stato, per niente, un loro fan.

Questi i punti principali riguardo le cose che si faranno (o che non si faranno), ma quali saranno invece i ministri chiamati a occuparsi di riforme, economia, educazione, ecc? I ministeri saranno solo 15: all'economia potrebbe andare Lucrezia Reichlin, agli Esteri rimarrà Emma Bonino, all'educazione il segretario di Scelta Civica - ed ex docente - Stefania Giannini. Lo Sviluppo economico andrà all'amministratore delegato di Luxottica Andrea Guerra, per il Lavoro si punta sempre su Tito Boeri. Alfano resterà vicepremier, Lorenzin resterà alla Sanità e Lupi ai Trasporti (ridotti quindi i ministri del Nuovo Centrodestra). Michele Vietti, vicepresidente del Csm, potrebbe andare alla Giustizia, Franceschini agli Interni, Maria Elena Boschi alle riforme, infine Oscar Farinetti - fondatore di Eataly - all'Agricoltura.