Il Dl fiscale, originariamente nato come un decreto sulle semplificazioni fiscali, è ormai diventato per tutti gli italiani il “decreto sull’Imu”. L’introduzione del pagamento dell’Imposta Municipale Urbana contenuto nel decreto, infatti, rappresenta la novità più determinante per tutti i proprietari di immobili, che costituiscono gran parte della popolazione.

Sull’Imu, però ci sono ancora poche certezze. Dopo l’approvazione degli ultimi emendamenti alla Camera, si può iniziare a fare i calcoli di quanto si dovrà versare, consapevoli però che non si arriverà a una cifra definitiva, perché le ultime aliquote potrebbero essere fornite solo il 10 dicembre, una settimana prima della scadenza del saldo finale.

Anzitutto, per iniziare il calcolo dell’Imu, è necessario conoscere la rendita catastale che viene indicata chiaramente nel rogito. Per le compravendite anteriori al 1992 bisogna informarsi all’Agenzia del Territorio oppure consultare il sito dell’Agenzia del Territorio con i propri dati sull’immobile e il codice fiscale si può ottenere il dato relativa alla rendita. Individuata la rendita la si aggiorna con il coefficiente del 5% e la si moltiplica per i vari valori indicati nel Dl 201/2011 per le varie tipologie immobiliari. A questo punto è necessario verificare se spettano esenzioni o abbattimenti della base imponibile.

Le difficoltà iniziano con i termini di pagamento. Il primo appuntamento è previsto per il 16 giugno. In questa prima fase deve essere applicata l’aliquota universale (0,4% sull'abitazione principale e 0,76% sugli altri immobili, terreni compresi, tranne quelli strumentali all'attività agricola, per i quali è il 2 per mille) sulla base imponibile. In seguito si divide per 2 e la prima tranche va a sua volta spezzata in due quote uguali, una per lo Stato e una per il Comune.

Per la prima casa c’è uno sconto dall'imposta di 200 euro, a cui si possono aggiunger le esenzioni per i figli (50 per ogni figlio convivente anche non a carico) fino a un massimo di 8. L’Imu si potrà decidere se dividerla in due o tre rate: le prime due pari a un terzo e l'ultima a saldo.

Per quest’anno non si saprà quanto pagare fino a dicembre. L’importo da pagare rimarrà infatti sconosciuto fino al 10 dicembre, data entro la quale le aliquote comunali dovranno essere definite. Normalmente, invece l’aliquota dovrebbe essere deliberata entro il 31 dicembre dell’anno precedente.

I Comuni potranno scegliere in grande libertà le aliquote in un range dallo 0,2% allo 0,6% per l’abitazione principale, e dal 0,46% all’1,6% per gli altri immobili, eccetto gli immobili rurali strumentali per i quali è stata disposta al 2 per mille. Dopo l’applicazione dell'aliquota bisognerà riprendere la base imponibile, applicare l'aliquota dello 0,38% (la parte dello Stato) e toglierla dal totale. Il risultato sarà la quota comunale.