Si è insediato ormai da alcune settimane, e nonostante abbia avuto più di un’occasione per esprimersi a riguardo, Matteo Renzi non si è ancora debitamente pronunciato riguardo il tema costituito dalle pensioni 2014: le vicende di esodati, precoci e usuranti attendono ormai da tempo una risoluzione definitiva, e il cambio di governo è stato da molti salutato come un possibile e decisivo spartiacque nel cammino della riforma.



Sebbene il premier non sia ancora ‘uscito allo scoperto’, il Ministro del Lavoro Poletti sta vagliando diverse opzioni: da una parte c’è la possibilità di segnare una certa continuità col governo precedente cavalcando alcune proposte figlie dell’esecutivo Letta (pensiamo al prepensionamento con prestito INPS), dall’altra l’eventualità di rompere col passato optando finalmente per interventi netti e decisi sul dispositivo normativo vigente; nel mezzo le pressioni dell’esponente Pd Cesare Damiano, che a cadenza ormai ciclica e ben prima della nascita del governo Renzi continua a riproporre un’ipotesi agganciata all’incremento della flessibilità per risolvere il caso pensioni 2014.

Gli saranno di certo grati esodati, precoci e usuranti, per i quali diventa vitale che le proprie vicende non cadano nell’oblio.

Pensioni 2014, esodati, precoci e usuranti: novità per i primi, stand-by per i secondi - Damiano pressa e Renzi nicchia



Sul finire del governo Letta, il presidente della Camera Boldrini promise che entro marzo sarebbe arrivato un disegno di legge ad hoc per gli esodati, con ciò contribuendo a generare più di una speranza nella categoria; di certo il caso pensioni 2014 avrebbe in tal modo conosciuto un importante crocevia di risoluzione, ma la caduta del governo Letta ha contribuito a rimescolare le carte in tavola gettando ancora una volta nello sconforto non solo la categoria degli esodati, ma anche  quelle di precoci e usuranti, che di riflesso speravano di poter beneficiare di alcune previsioni contenute nella neonata legge sulle Pensioni 2014.



Considerato l’immobilismo del premier Renzi e la fase di assestamento nel nuovo ruolo che sta interessando il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, ad uscire apertamente allo scoperto sul caso pensioni 2014 e sulle vertenze di esodati, precoci e usuranti ci ha pensato l’esponente Pd Cesare Damiano, le cui dichiarazioni sono state riprese dall'Huff Post: ‘La correzione che suggeriamo è quella di inserire un criterio di flessibilità per consentire ai lavoratori di andare in pensione in un'età compresa tra i 62 e i 70 anni’.



La correzione cui fa riferimento Damiano consta evidentemente in un intervento di modifica dell’attuale dispositivo normativo vigente, e dunque in un provvedimento di ricodificazione della legge Fornero, che tante storture ha già contribuito a creare. Una modifica dell’attuale sistema di legislazione imprimerebbe di certo una decisa accelerata nella risoluzione del caso pensioni 2014, con esodati, precoci ed usuranti a vedere finalmente la luce in fondo al tunnel.



Quella della modifica della legge Fornero è una strada che non hai mai preso in considerazione il governo Letta, un motivo in più – dal punto di vista, evidentemente, dell’opportunità e volontà politiche in gioco – per tentarne l’applicazione. Staremo a vedere, ma l'impressione corrente è che la prima categoria a conoscere importanti novità sarà quella degli esodati, per i quali si andranno allestendo alcuni piccoli micro-interventi.