In un momento delicato e complesso come quello attuale, il ribaltone di governo con Renzi che a breve riceverà da Napolitano l’incarico di mettere in piedi un nuovo esecutivo alimenta un circuito fatto di speranze e curiosità: il più grande auspicio è quello di assistere alla messa in atto di politiche concrete che si mostrino capaci se non di risolvere quanto meno di ridimensionare il problema legato alle Pensioni 2014 INPS.



Nei mesi scorsi, giuslavoristi come Epifani, politici come Damiano e leader di partito con Renzi in testa hanno sottolineato la necessità di incrementare la flessibilità in uscita consentendo un accesso più agevole alla pensione anticipata, e adesso bisognerà capire se e con quali mezzi il nuovo governo tenterà di perseguire questo obiettivo.

A far da cornice al tutto la possibilità che venga introdotto una sorta di reddito minimo garantito che scacci l’incubo - sempre più concreto e sempre più esteso - di dover vivere vicino alla soglia di povertà. Sullo sfondo restano comunque in piedi alcune delle proposte formulate dal governo Letta, in primis la possibilità di destinare un prestito d’onore alle categorie in difficoltà.

Pensioni 2014 INPS, novità Renzi e legame col precedente esecutivo

Alcune delle proposte formulate dal governo Letta avevano destato un discreto ottimismo, ma alle ipotesi non hanno mai fatto seguito delle soluzioni concrete; ci stiamo in particolare riferendo al prestito INPS paventato da Giovannini e al prestito d’onore ipotizzato dalla Lega, misure non in grado di risolvere il problema connesso alle Pensioni 2014 INPS ma certamente capaci di arginare quanto meno alcune criticità. L’idea sarebbe quella di destinare ai lavoratori che accettino di abbandonare anticipatamente il lavoro un prestito che poi, una volta maturato il diritto alla pensione, gli stessi lavoratori renderebbero sotto forma di trattenute dirette da applicarsi sugli assegni mensili.



Non è ancora chiaro se Renzi vorrà continuare a cavalcare queste soluzioni; l’impressione è quella di un radicale cambiamento di strategia, data la volontà di modificare la riforma Fornero. Non è comunque certo che vengano scartate delle soluzioni tampone che potrebbero risultare utili in attesa di un percorso di riforma che si preannuncia lungo, tortuoso e complesso. Staremo a vedere.

Pensioni 2014 INPS, novità Renzi: maggiore flessibilità in tema di pensione anticipata e garanzia di un reddito minimo

Da tempo si aspettano soluzioni concrete anche per incrementare la flessibilità in uscita: il governo Renzi potrebbe in particolare rivedere le norme che regolamentano l’accesso alla pensione anticipata, ripristinando ad esempio il termine del 2015 per l’opzione contributivo donne e implementando, magari con degli accorgimenti, l’ipotesi del prepensionamento o prestito INPS paventata da Giovannini.



Tra i papabili a prendere il posto dello stesso Giovannini rientra certamente l’economista Tito Boeri, dichiaratosi in passato favorevole all’introduzione di un reddito minimo garantito; l’idea sarebbe quella di stanziare 400-500 euro al mese da destinarsi alle categorie in difficoltà che avrebbero così a disposizione uno strumento per integrare il reddito percepito. La stessa UE in passato ha richiamato l’Italia sottolineando come le pensioni minime nazionali siano troppo basse e inadeguate ad assicurare un’esistenza dignitosa.



Tra gli interventi che Renzi potrebbe apportare in tema di Pensioni 2014 INPS non possiamo infine non citare quanto previsto nel suo Job Act, ovvero il ricalcolo delle pensione passando dal metodo retributivo a quello contributivo.