Ecco l'ultima proposta sullaflessibilità in uscita che giunge da Cesare Damiano. L'idea è quella diconsentire ai lavoratori di andare in pensione in una fascia d'etàche varia dai 62 ai 70 anni d'età, con 35 anni di contributi, ma ad unacondizione: chi decide di uscire a 62 anni dal mondo del lavoro deve "pagarepegno".

Cosa intende Damiano con "pagare pegno"? Se il lavoratoredecide di andare in pensione anticipata a 62 anni deve accettare unadecurtazione dell'assegno pensionistico pari all'8%. Secondo Cesare Damianoquesta sarebbe l'unica soluzione per ovviare al problema degli esodati, deilavoratori precoci ed usuranti, dei prosecutori volontari e dei licenziati.

L'obiettivo della proposta di Cesare Damiano è quelladi consentire massima flessibilità ai lavoratori che abbiano già raggiunto i 35anni di contributi, chi fa un lavoro pesante può uscire anticipatamente per evitaredi dover arrivare all'età pensionabile richiesta dall'attuale Riforma Fornero,per chi invece fa un lavoro fisicamente non stancante, come un docenteuniversitario, potrebbe decidere di proseguire fino a 70 anni.

Per alcuni questa proposta alla Riforma Pensionipotrebbe essere interessante più della proposta di Giovannini, che anticipa lapensione di soli due anni con il prestito pensionistico, consentendo ailavoratori di accedere alla pensione attraverso un prestito sulla pensione pagatodall'Inps, che dovrà poi essere reso dal lavoratore una volta raggiunti irequisiti necessari e ottenuto l'effettivo assegno pensionistico.

In questocaso il lavoratore avrebbe poi una decurtazione sulla propria pensione pari al10-15% al fine di ripagare il prestito avuto nei 2 anni precedenti.

Per altri invece si tratta della solita ingiustizia,specie i lavoratori precoci ed usuranti non vedono di buon occhio ladecurtazione dell'8%, a loro avviso pagare pegno è comunque assolutamentepenalizzante. Alla fine sarebbero comunque "premiati" i lavori meno faticosi.