Il governo Monti alla carica. Dopo le ripetute sconfitte del decreto sulla legge di stabilità, la Commissione Bilancio ha partorito l’ennesimo testo che risulta molto “ritoccato”, con delle novità su molti provvedimenti per le famiglie e il terzo settore. Il governo dopo aver posto la fiducia dovrà attendere il placet finale delle Camere per essere approvato. Ma cosa bolle in pentola alla Camera per i cittadini? Vediamo in sintesi in cosa consiste il nuovo decreto.

Abbattuto il “tetto” e donazioni intatte.  Sciolte le preoccupazioni nel terzo settore per il progetto di introdurre un "tetto" di 3000 euro alle detrazioni possibili, con una franchigia di 250 euro per ogni singola spesa. Tali misure infatti avrebbero penalizzato anche la possibilità di detrarre le donazioni per le associazioni no profit. In pratica il pericolo è passato: nessun limite di 3000 euro per le detrazioni e le franchigie rimangono invariate.

Nuove detrazioni per i bambini e i disabili. Possono respirare le neo-famiglie con figli a carico: per i bambini sotto i tre anni le detrazioni sono aumentate fino a 1.220 euro; per i figli con oltre tre anni si aumenta a 950 euro la detrazione-base (oggi è a 800 euro). Se i bambini sono disabili, invece, occorre aggiungere a queste cifre ulteriori 400 euro. Invece non si sarà alcuno sconto Irpef per i redditi fino a 28mila euro.

Le destinazioni del fondo “Catricalà”. Il testo specifica come dovranno essere usati i 900 milioni del "fondo Catricalà" destinato da Palazzo Chigi a scopi sociali. Un terzo sarà devoluto per il fondo sociale a disposizione del ministero delle Politiche sociali; 200 milioni verranno destinati per il fondo ai non autosufficienti (tra cui i malati di Sla); i restanti fondi saranno utilizzati per i territori colpiti negli ultimi due anni da calamità naturali, mentre 315 milioni andranno in un fondo gestito dalla presidenza del Consiglio che dovrà finanziare diverse voci di bilancio tra cui le università, il servizio civile, i minori stranieri, le missioni di pace.

Aumento dell’Iva. Triste nota per le cooperative sociali, perché la legge interviene sulle prestazioni educative, sanitarie e sociali, abrogando così la norma del 2006 che aveva introdotto per loro l'Iva agevolata al 4%. Dunque tutte le prestazioni delle cooperative sociali ritornano all’IVA al 10% ma a partire dal 2014. L'Iva ordinaria aumenterà di un punto da luglio 2013, passando dal 21 al 22%.

Dulcis in fundo. Verrà introdotta la Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, anche se il governo ha già auspicato modifiche al passaggio al Senato; i fondi non spesi per il settore della cooperazione internazionale 2012 verranno recuperati e destinati al 2013, mentre rimane confermato il taglio ai patronati per 30 milioni di euro ma solo per il 2013.